Alfredo Di Bacco


PAlfredo Di Bacco è nato a Sulmona (AQ) nel 1947, vive a Popoli (PE).
dbalfredo@libero.it
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Mostre personali:
Arte Proposte- Pescara 1973;Saletta Palazzi- Vasto 1974; Galleria Ponterosso - Pescara 1976; Galleria Inquadrature – Firenze 1978; Officina Culturale 77 – l’Aquila 1983; Galleria d’Arte Moderna – Teramo 1983; Castello – l’Aquila 1997; Taverna Ducale – Popoli 2007; Centro Arte Moderna – Pisa 2008.
Mostre collettive:
Premio Mazzacurati- Teramo 1970, 1974; Premio Michetti- Francavilla al Mare (CH)1973, 1974,1975,1976,1977,1978,1982,1983; Rassegna di pittura- Avezzano (AQ) 1977,1980; Biennale d’Arte Mediterranea- Catanzaro 1983; Galleria Pio Monti- Roma 1984; Galleria Pio Monti- Macerata 1985; Arte Fiera- Bologna 1985; Arte Fiera- Bari 1985; Chiesa S.Bartolomeo – Cerchio (AQ) 1987; Chiesa S.Francesco- Popoli (PE) 1988, 1992; Museo- Castelvecchio Subequo(AQ) 1989 Trevi Flash Art Museum, Museo Civico-Trevi (Perugia) 1997; Museo Castello- Nocciano (PE) 1998; Candid Arts Galleries- Londra 2008; Fonderia delle Arti- Roma 2009; Istituto Superiore Antincendi- Roma 2009; Museo Archeologico- Valmontone (Roma) 2009; Ex Oratorio San Giovanni- Pistoia 2009; Museo Archeologico La Civitella- Chieti 2009; Toyota Bldg- Fukuoka (Giappone) 2009
Si sono interessati alla sua pittura numerosi critici d’arte , ricordiamo:
--- Pietro Amato,Cecilia Trombadori, Tommaso Paloscia, Marcello Venturoli, Franco Solmi, Mariano Apa, Augusta Monferini, Lorenzo Mango, Luciano Marziano, Toni Bonavita, Elio Mercuri, Giuseppe Rosato, Gianmario Sgattoni, Farinacci, Giachini, Gilberto Cerioni, Umberto Russo, Aleardo Rubini, Antonio Gasbarrini, Elio Rucci, Vittorio Valeriani, Rino Cardone, Rino Panza, Maria Cristina Ricciardi, Franco Simongini, Gianni Gaspari, Roberto Franco, Francesco Giulio Farachi.

---------------------- Stralci di critica
--- Alfredo Di Bacco immette in un paesaggio neometafisico, pieno di silenzio, la visione dorata di un Unicorno equivalente del Cristo/Castità. Portato in aerata processione da amorini immersi nella luce della visione. La pittura si fa riposo, deposito di pennellate come tenerezze, come purezza, come castità: come equivalenza dell'unicorno simbolo. - Mariano Apa---Dal catalogo della mostra Unicorno, Gall. Monti, Roma, 1984
--- L'Unicorno da Pio Monti, dal 15 maggio alla fine di giugno. Intorno a questo favoloso soggetto gareggiano giovani esordienti e giovani maestri: Abate, Di Bacco, Fallini, Frongia , Galliani, Giorgetti-Toraldo, Lisanti, Renda e Tanganelli.--- Augusta Monferini--Dalla rubrica Mostre, L'Espresso, Roma 20 maggio 1984
--- L'avventura pittorica di Alfredo Di Bacco, principia negli anni Settanta, avvicinandosi ad una pittura di tipo neo-realista, ispirandosi ai motivi di Rauschenberg e Rotella, nella sua critica alla società, una polemica aspra che arriva sino alla rottura. E infatti, è proprio di rottura che si parla, analizzando l'opera di Alfredo Di Bacco: rottura con il mondo esterno, rottura con la vita, con l'essere sociale. La contestazione, l'inutile ma quotidiano battersi per una causa persa, non lo interessano più: stanco ed esasperato smette di guardare il mondo ed incomincia ad immaginarlo, assumendo una posizione di distacco, che lo porta a filtrare il reale attraverso il sentire. Abbandona così gli acrilici, i colori forti, ed i contrasti, per la pittura a olio, con la quale, per la sua pastosità, può ammantare le immagini di quel silenzio ovattato e di quelle sfumature che caratterizzano la sua opera più recente, creando un'atmosfera fra il mistico e l'onirico. --- Cecilia Trombadori---Da Quadri&Sculture, Rivista d'Arte, Febbraio-Marzo 1996
--- ... I lavori di Di Bacco appartengono a genesi fantastiche, ricordi di Arcadia fra paesaggi rinascimentali o primo secenteschi, anzitempo la animosa rivolta del Magnasco. Spira in essi un che di statuario, singolarmente ritratto in vesti di sogno, sicchè non sapresti dire se le sue muse, i molti amori, le possenti allegorie, siano d'aria o di marmo.....Giunge al teatro, perennemente in prima ribalta, della psiche. Vorrebbe ricostruire paesaggi dell'anima. E qui si insinua – non è tratto di minor fascino- quel tempo che Esiodo pose a fondazione di ogni altro: i semi del caos, le forme mute, in fieri infinito. E in pittura esse divengono domanda senza risposta. Come pure, sollecitano per forti scotimenti ammutolisci innanzi ai cantori dell'Odeon che hai ora di fronte, recuperando fra immagini di sogno e memorie classiche il fascino ininterrotto di tutte le questioni sospese, a un ciglio dal baratro o appena sulla soglia, già destinate eppure immutabili. Di Bacco resuscita il sogno di una classicità proibita, ricerca il Senso e recupera l'Enigma della poesia. --- Francesco Revel---Dalla presentazione della mostra personale, Il Miracolo della Poesia, Forte Spagnolo, L'Aquila, 1997
--- Notturno, di Alfredo Di Bacco, è un opera di forte valenza concettuale all'interno di un processo pittorico fondato sul dialogo con i repertori iconografici del passato. Suggestioni paesaggistiche rinascimentali, fascinazioni novecentiste o insinuazioni contemporanee, come si coglie nel monumentalismo della figura in primo piano e nell'informale abbigliamento di questa, si mescolano ad allegorie esoteriche, a temi simbolici, a ricordi personali che riemergono come fantasmi del passato. Se ne trae un senso di verità soprannaturale, ieratica e perenne. La memoria, capace di invertire la rotta della storia, diviene elemento scatenante di un fare artistico che riaccredita nella pratica pittorica il pieno valore dell'opera, avvicinando l'autore alla poetica “anacronista” del tempo “palombaro”, sostenuta alla fine degli anni settanta dal critico Maurizio Calvesi. ---Maria Cristina Ricciardi---Dal Catalogo dei Pittori Peligni, Castelvecchio Subequo (AQ), 2002
Il simbolismo di Alfredo Di Bacco crea un flusso pittorico e narrativo, un corso entro cui si fondono da una parte la tenuta della composizione, la forza soffusa del colore, l’attenuato contrasto di luce ed ombra; e dall’altra lo slancio fabulistico e la visione allegorica, la narrazione ed il suo significato, l’ordine del mondo con il farsi dei momenti e dei concetti. Il mondo è un affare complicato, come un oggetto da maneggiare con cura, da comprenderne i pericoli. Francesco Giulio Farachi -Dal catalogo Ti Riciclo in Arte, Capranica (VT) 2008
Alfredo Di Bacco è un eccellente rappresentante di quel genere pittorico chiamato Pittura Colta, teorizzato all’inizio degli anni Ottanta da Itali Mussa, che guarda alla Storia della pittura come una fonte inesauribile di suggestioni e di richiami, e che considera l’esperienza esecutiva come un valore non meno importante rispetto all’intenzionalità del pensiero. Nei suoi dipinti si realizza il sorprendente viaggio di una coscienza moderna che nel ricorso al mito, alla memoria, all’autoreferenza della pittura storica, soprattutto quella neoclassica e barocca, costruisce il vascello su cui traghettare la propria umanità , la propria sensibilità artistica ferita dalla forzatura di un sistema che spinge sempre più avanti, anche a costo di generare linguaggi artificiosi. Ecco allora il ruolo che la forma ed il colore tornano ad assumere, i significati che ad essi si accompagnano, i presupposti di certe atmosfere che solo la pittura sa rendere senza tempo, laddove si rispecchia l’immagine immobile di chi sa attendere e non confonde la modernità con l’azzeramento della prospettiva culturale.
Maria Cristina Ricciardi
Dal catalogo “Sacralità dell’acqua, sacralità di vita”, Museo Archeologico Nazionale “ La Civitella” Chieti, 2009

"A sera - Olio su tela,
cm80x60, 2008"

"Del disagio - Olio su tela, cm40x50,2008"

"Il bambino e l'aquilone - Olio su tela, cm35x45, 2009"

"Il burattinaio - Olio su tela, cm50x70, 2009"

"Il sogno della fiducia - Olio su tela, cm40x50, 2008"

"La coppia - Olio su tela, cm80x100, 2008"

"Rosa - Olio su tela, cm 50x70, 2009"

"Dopo la tempesta - Olio su tela, cm50x70, 2009"